gpdimonderose

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    • space and time. We shall speak alternately and shall give three lectures each, followed by a discussion on our di erent approaches. I should emphasize that these will be technical lectures. We shall assume a basic knowledge of general relativity and quantum theory. There is a short article by Richard Feynman describing his experiences at a conference on general relativity. I think it was the Warsaw conference in 1962. It commented very unfavorably on the general competence of the people there and the relevance of what they were doing. That general relativity soon acquired a much better reputation, and more interest, is in a considerable measure because of Roger’s work. Up to then, general relativity had been formulated as a messy set of partial di erential equations in a single coordinate system. People were so pleased when they found a solution that they didn’t care that it probably had no physical signi cance. However, Roger brought in modern concepts like spinors and global methods. He was the rst to show that one could discover general properties without solving the equations exactly. It was his rst singularity theorem that introduced me to the study of causal structure and inspired my classical work on singularities and black holes. I think Roger and I pretty much agree on the classical work. However, we di er in our approach to quantum gravity and indeed to quantum theory itself. Although I’m regarded as a dangerous radical by particle physicists for proposing that there may be loss of quantum coherence I’m de nitely a conservative compared to Roger. I take the positivist viewpoint that a physical theory is just a mathematical model and that it is meaningless to ask whether it corresponds to reality. All that one can ask is that its predictions should be in agreement with observation. I think Roger is a Platonist at heart but he must answer for himself. Although there have been suggestions that spacetime may have a discrete structure
    • ……ah..essere disvelanza della monadea vuota in exstasy, quale deliranza che danza nella diradanza sublime dell’aletheia dell’essere, senza il nulla, senza dei, né eroi, né entità o superentità, solo il suo evento che si dà. Mi viene in sogno l’evento della dea che si dà nella diradanza che danza con l’imago dell’eternità imaginaria. Mi viene in sogno con la luce dell’eterno ritorno imaginario, all’alba di un altro giorno….ho solo un ultimo desiderio nei pensieri ma non mi viene mai in mente, né oggi né mai. Né svenderò i sogni a chi si svela con lo sguardo del bell’esserci o a chi dissimuli l’origine del male con la luccicanza dell’exystenza senza presenza, o solo con l’assenza, mentre sussurra sempre ai miei sensi di svelare solo l’imago sorrydente: tanto per la ricerca del tempo dell’eventuale ritorno c’è sempre innanzi l’infinito. Ho solo un sogno da raccontare, ma non lo svenderò per qualche virtù virtuale, ho troppi sensi nascosti e silenti e inauditi e indicibili: forse un giorno aleggerà nella mondità la sua eterna presenza, ma è già sera, è già troppo tardy per credere ancora alle fabule con o senza dormienty, senza sogni. Una sola volta, se mai ci sarà, forse verrà la dea con in seno un sogno senza senno, insensato, ma non ci sarà più il tempo per sognare l’imago imaginaria degli eventy….giacchè non c’è più il tempo imaginario dell’imago eventuale. A nulla pensa il nulla che sogna o immagini l’evento del suo infinito ritorno dall’abisso animato, ove la luccicanza dell’evento si dà, senza nulla chiedere…sino al terminale dei nostri sogni insonni salienty abyssaly, come una kuspyde imaginaria che attrae il chiasma eventuale… ahhh l’evento dell’essere chiasmale… interattanza dell’interagenza kuspydale…….
    • katastrofy http://journals.aol.com/gpdimonderoseg/giacinto-p.-di-monderose/………………ontologia delle katastrofy Stam
    • http://dailymotion.alice.it/video/x18ih1_ontologiaontology_creation
    • Origini della Teoria delle Stringhe I processi d’urto (figura 1) hanno un ruolo fondamentale, sia dal punto di vista sperimentale che teorico, nella fisica delle particelle elementari, e sono lo strumento primario per lo studio delle loro interazioni. Giungere ad una descrizione propria delle particelle elementari `e stato un problema centrale della Fisica almeno dalla fine del XIX secolo, quando la teoria atomica della materia ebbe le prime importanti conferme con la scoperta dell’elettrone e quindi con la rivelazione del nucleo atomico, ottenuta proprio utilizzando un processo d’urto. Figura 2: I due diagrammi di Feynman “ad albero” per il processo d’urto e+e¡ ! e+e¡ tra un positrone (e+) e un elettrone (e¡), e un esempio di diagramma di ordine superiore con un anello chiuso o “loop”. Le linee possono essere associate a traiettorie delle particelle che partecipano al processo, e i vertici alle loro interazioni elettromagnetiche. I contributi di ordine pi`u basso coinvolgono lo scambio di un fotone °, nei canali s (verticale) e t (orizzontale) rispettivamente, e il contributo dominante alla sezione d’urto ¾ `e legato al quadrato del modulo della loro somma. La Meccanica Quantistica ha introdotto in questa descrizione elementi radicalmente nuovi, riconoscendo ai due tipi di particelle (fermioni, come ad esempio l’elettrone, soggetti al principio di esclusione di Pauli, e bosoni, come ad esempio il fotone) propriet`a ondulatorie oltre che corpuscolari, e a partire dalla fine degli anni ’20 si `e posto con crescente insistenza il problema di combinare in modo sistematico questi nuovi principi con la Relativit`a Speciale. Il risultato `e la Teoria Quantistica dei Campi, che realizza la dualit`a onda-particella associando le particelle a quanti di energia di corrispondenti campi d’onda (ad esempio, associando i fotoni ai quanti del campo elettromagnetico) in un modo che rende manifesta l’assoluta identit`a di tutte le particelle di uno stesso ti
    • space and time. We shall speak alternately and shall give three lectures each, followed by a discussion on our di erent approaches. I should emphasize that these will be technical lectures. We shall assume a basic knowledge of general relativity and quantum theory. There is a short article by Richard Feynman describing his experiences at a conference on general relativity. I think it was the Warsaw conference in 1962. It commented very unfavorably on the general competence of the people there and the relevance of what they were doing. That general relativity soon acquired a much better reputation, and more interest, is in a considerable measure because of Roger’s work. Up to then, general relativity had been formulated as a messy set of partial di erential equations in a single coordinate system. People were so pleased when they found a solution that they didn’t care that it probably had no physical signi cance. However, Roger brought in modern concepts like spinors and global methods. He was the rst to show that one could discover general properties without solving the equations exactly. It was his rst singularity theorem that introduced me to the study of causal structure and inspired my classical work on singularities and black holes. I think Roger and I pretty much agree on the classical work. However, we di er in our approach to quantum gravity and indeed to quantum theory itself. Although I’m regarded as a dangerous radical by particle physicists for proposing that there may be loss of quantum coherence I’m de nitely a conservative compared to Roger. I take the positivist viewpoint that a physical theory is just a mathematical model and that it is meaningless to ask whether it corresponds to reality. All that one can ask is that its predictions should be in agreement with observation. I think Roger is a Platonist at heart but he must answer for himself. Although there have been suggestions that spacetime may have a discrete structure
    • ……ah..essere disvelanza della monadea vuota in exstasy, quale deliranza che danza nella diradanza sublime dell’aletheia dell’essere, senza il nulla, senza dei, né eroi, né entità o superentità, solo il suo evento che si dà. Mi viene in sogno l’evento della dea che si dà nella diradanza che danza con l’imago dell’eternità imaginaria. Mi viene in sogno con la luce dell’eterno ritorno imaginario, all’alba di un altro giorno….ho solo un ultimo desiderio nei pensieri ma non mi viene mai in mente, né oggi né mai. Né svenderò i sogni a chi si svela con lo sguardo del bell’esserci o a chi dissimuli l’origine del male con la luccicanza dell’exystenza senza presenza, o solo con l’assenza, mentre sussurra sempre ai miei sensi di svelare solo l’imago sorrydente: tanto per la ricerca del tempo dell’eventuale ritorno c’è sempre innanzi l’infinito. Ho solo un sogno da raccontare, ma non lo svenderò per qualche virtù virtuale, ho troppi sensi nascosti e silenti e inauditi e indicibili: forse un giorno aleggerà nella mondità la sua eterna presenza, ma è già sera, è già troppo tardy per credere ancora alle fabule con o senza dormienty, senza sogni. Una sola volta, se mai ci sarà, forse verrà la dea con in seno un sogno senza senno, insensato, ma non ci sarà più il tempo per sognare l’imago imaginaria degli eventy….giacchè non c’è più il tempo imaginario dell’imago eventuale. A nulla pensa il nulla che sogna o immagini l’evento del suo infinito ritorno dall’abisso animato, ove la luccicanza dell’evento si dà, senza nulla chiedere…sino al terminale dei nostri sogni insonni salienty abyssaly, come una kuspyde imaginaria che attrae il chiasma eventuale… ahhh l’evento dell’essere chiasmale… interattanza dell’interagenza kuspydale…….
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    • http://dailymotion.alice.it/video/x18ih1_ontologiaontology_creation
    • Origini della Teoria delle Stringhe I processi d’urto (figura 1) hanno un ruolo fondamentale, sia dal punto di vista sperimentale che teorico, nella fisica delle particelle elementari, e sono lo strumento primario per lo studio delle loro interazioni. Giungere ad una descrizione propria delle particelle elementari `e stato un problema centrale della Fisica almeno dalla fine del XIX secolo, quando la teoria atomica della materia ebbe le prime importanti conferme con la scoperta dell’elettrone e quindi con la rivelazione del nucleo atomico, ottenuta proprio utilizzando un processo d’urto. Figura 2: I due diagrammi di Feynman “ad albero” per il processo d’urto e+e¡ ! e+e¡ tra un positrone (e+) e un elettrone (e¡), e un esempio di diagramma di ordine superiore con un anello chiuso o “loop”. Le linee possono essere associate a traiettorie delle particelle che partecipano al processo, e i vertici alle loro interazioni elettromagnetiche. I contributi di ordine pi`u basso coinvolgono lo scambio di un fotone °, nei canali s (verticale) e t (orizzontale) rispettivamente, e il contributo dominante alla sezione d’urto ¾ `e legato al quadrato del modulo della loro somma. La Meccanica Quantistica ha introdotto in questa descrizione elementi radicalmente nuovi, riconoscendo ai due tipi di particelle (fermioni, come ad esempio l’elettrone, soggetti al principio di esclusione di Pauli, e bosoni, come ad esempio il fotone) propriet`a ondulatorie oltre che corpuscolari, e a partire dalla fine degli anni ’20 si `e posto con crescente insistenza il problema di combinare in modo sistematico questi nuovi principi con la Relativit`a Speciale. Il risultato `e la Teoria Quantistica dei Campi, che realizza la dualit`a onda-particella associando le particelle a quanti di energia di corrispondenti campi d’onda (ad esempio, associando i fotoni ai quanti del campo elettromagnetico) in un modo che rende manifesta l’assoluta identit`a di tutte le particelle di uno stesso ti
    • space and time. We shall speak alternately and shall give three lectures each, followed by a discussion on our di erent approaches. I should emphasize that these will be technical lectures. We shall assume a basic knowledge of general relativity and quantum theory. There is a short article by Richard Feynman describing his experiences at a conference on general relativity. I think it was the Warsaw conference in 1962. It commented very unfavorably on the general competence of the people there and the relevance of what they were doing. That general relativity soon acquired a much better reputation, and more interest, is in a considerable measure because of Roger’s work. Up to then, general relativity had been formulated as a messy set of partial di erential equations in a single coordinate system. People were so pleased when they found a solution that they didn’t care that it probably had no physical signi cance. However, Roger brought in modern concepts like spinors and global methods. He was the rst to show that one could discover general properties without solving the equations exactly. It was his rst singularity theorem that introduced me to the study of causal structure and inspired my classical work on singularities and black holes. I think Roger and I pretty much agree on the classical work. However, we di er in our approach to quantum gravity and indeed to quantum theory itself. Although I’m regarded as a dangerous radical by particle physicists for proposing that there may be loss of quantum coherence I’m de nitely a conservative compared to Roger. I take the positivist viewpoint that a physical theory is just a mathematical model and that it is meaningless to ask whether it corresponds to reality. All that one can ask is that its predictions should be in agreement with observation. I think Roger is a Platonist at heart but he must answer for himself. Although there have been suggestions that spacetime may have a discrete structure
    • ……ah..essere disvelanza della monadea vuota in exstasy, quale deliranza che danza nella diradanza sublime dell’aletheia dell’essere, senza il nulla, senza dei, né eroi, né entità o superentità, solo il suo evento che si dà. Mi viene in sogno l’evento della dea che si dà nella diradanza che danza con l’imago dell’eternità imaginaria. Mi viene in sogno con la luce dell’eterno ritorno imaginario, all’alba di un altro giorno….ho solo un ultimo desiderio nei pensieri ma non mi viene mai in mente, né oggi né mai. Né svenderò i sogni a chi si svela con lo sguardo del bell’esserci o a chi dissimuli l’origine del male con la luccicanza dell’exystenza senza presenza, o solo con l’assenza, mentre sussurra sempre ai miei sensi di svelare solo l’imago sorrydente: tanto per la ricerca del tempo dell’eventuale ritorno c’è sempre innanzi l’infinito. Ho solo un sogno da raccontare, ma non lo svenderò per qualche virtù virtuale, ho troppi sensi nascosti e silenti e inauditi e indicibili: forse un giorno aleggerà nella mondità la sua eterna presenza, ma è già sera, è già troppo tardy per credere ancora alle fabule con o senza dormienty, senza sogni. Una sola volta, se mai ci sarà, forse verrà la dea con in seno un sogno senza senno, insensato, ma non ci sarà più il tempo per sognare l’imago imaginaria degli eventy….giacchè non c’è più il tempo imaginario dell’imago eventuale. A nulla pensa il nulla che sogna o immagini l’evento del suo infinito ritorno dall’abisso animato, ove la luccicanza dell’evento si dà, senza nulla chiedere…sino al terminale dei nostri sogni insonni salienty abyssaly, come una kuspyde imaginaria che attrae il chiasma eventuale… ahhh l’evento dell’essere chiasmale… interattanza dell’interagenza kuspydale…….
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gpdimonderoseultima modifica: 2009-06-22T20:42:00+02:00da NULL
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